{"id":444,"date":"2025-10-15T18:35:35","date_gmt":"2025-10-15T16:35:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.piccoloprincipe.org\/safenet\/?p=444"},"modified":"2025-10-29T16:36:21","modified_gmt":"2025-10-29T15:36:21","slug":"la-mediazione-culturale-intervista-a-maedeh-ziariati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piccoloprincipe.org\/safenet\/2025\/10\/15\/la-mediazione-culturale-intervista-a-maedeh-ziariati\/","title":{"rendered":"La mediazione culturale: intervista a Maedeh Ziarati"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Maedeh Ziarati lavora per la Cooperativa ProgettAzione come mediatrice culturale ed \u00e8 attiva sul progetto SafeNet sia con un ruolo di supporto nelle relazioni con le persone con background migratorio sia come formatrice per gli operatori e le operatrici della rete.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Buongiorno Maedeh, ci racconti la tua storia?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">M.Z.: <em>Sono una persona iraniana, nata e cresciuta in Libano. Sono madrelingua sia per la lingua persiana che per quella araba. In Italia sono arrivata 34 anni fa.<br>Ho seguito moltissime formazioni: all\u2019agenzia per l\u2019integrazione, come mediatrice museale, nell\u2019ambito della giustizia riparativa e molte altre. Sono 25 anni che lavoro come mediatrice, ma la mia formazione \u00e8 continua perch\u00e9 il mondo della mediazione cambia ogni anno.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Cos\u2019\u00e8 la mediazione culturale? Quali sono gli aspetti principali del tuo lavoro?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">M. Z.: <em>Per me <strong>la mediazione \u00e8 un\u2019arte<\/strong>, capace di creare dei legami nuovi tra le persone, prevenire i conflitti e ricucire rapporti deteriorati. Aiuta le parti in conflitto a trovare una soluzione, costruisce nuove relazioni tra le persone con una consapevolezza diversa.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Nella mediazione culturale lavoriamo con due parti: da un lato le istituzioni e dall\u2019altro l\u2019utente. Per me \u00e8 fondamentale essere formati, rispettare le regole della mediazione senza sostituirsi n\u00e9 agli utenti n\u00e9 alle istituzioni. Il vero obiettivo della mediazione \u00e8 <strong>rendere entrambe le parti autonome<\/strong>, anche se non sempre purtroppo questo avviene. Entrambe le persone coinvolte devono imparare delle strategie per incontrarsi, questo \u00e8 quello che io auspico che succeda tra gli utenti e i servizi. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Qual \u00e8 l\u2019importanza di mediatori culturali all\u2019interno del progetto SafeNet? Quale valore aggiunto porta?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">M. Z.: <em>In un progetto in cui al centro c\u2019\u00e8 la fragilit\u00e0 delle persone, il mediatore pu\u00f2 svolgere un ruolo importante: siamo professionisti con esperienza, <strong>sappiamo cos\u2019\u00e8 la fragilit\u00e0<\/strong>, spesso l\u2019abbiamo vissuta in prima persona perch\u00e9 anche noi abbiamo storie di migrazioni.<br>Il nostro valore aggiunto sono l\u2019essere straniero e il nostro training di ascolto attivo. Il fatto di essere aiutato e ascoltato da un proprio connazionale ha pi\u00f9 valore, crea maggiore fiducia, aiuta a sentirsi accolti e al sicuro. Spesso persone che parlano benissimo in italiano smettono di parlarlo, quando arrivo, per tornare alla loro lingua madre, \u00e8 un gesto di fiducia. <strong>La lingua \u00e8 importante<\/strong>, le parole hanno un valore, sapere scegliere le parole giuste fa la differenza. La consapevolezza dell\u2019utilizzo giusto delle parole pu\u00f2 salvare le mediazioni. Siamo portatori di saperi che sono necessari per la prevenzione di conflitti.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>In quali azioni sei stata coinvolta con le tue competenze su SafeNet?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">M. Z.: <em>Ci stiamo occupando di tenere un <strong>percorso di formazione per i partner del progetto<\/strong>. In molti credono, infatti, che il mediatore sia l\u2019interprete, ma chi lavora su tematiche come la fragilit\u00e0 e la marginalit\u00e0 deve conoscere la nostra figura e il nostro ruolo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Al primo incontro della formazione \u00e8 stato molto bello perch\u00e9 c\u2019erano tantissime persone presenti. \u00c8 stata un\u2019occasione per esporre il lavoro del mediatore. Purtroppo il nostro ruolo \u00e8 sempre stato poco riconosciuto, ed \u00e8 una delle cose che abbiamo spiegato: <strong>quando non ci sono i mediatori nei progetti \u00e8 il caos<\/strong> perch\u00e9 si sbaglia a capire e riferire le cose.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Sono previsti altri appuntamenti formativi per i partner di SafeNet per affrontare il tema in modo pi\u00f9 approfondito. Ma siamo anche a disposizione nel progetto per azioni di mediazione nella relazione con le persone intercettate.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>SafeNet mi ha colpita perch\u00e9 dimostra una <strong>sensibilit\u00e0 e una cura verso l\u2019altro<\/strong>, lodevoli.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Nella tua esperienza ci sono stati dei momenti che ti sono rimasti impressi, utili come esempi per far comprendere l\u2019importanza della mediazione culturale nella fragilit\u00e0?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">M. Z.: <em>Una volta ho svolto una mediazione con un ragazzo nigeriano che usa sostanze, il mio obiettivo era proporgli di entrare in una comunit\u00e0. Mi era stato descritto come una persona diffidente, ma durante la mediazione, in poco tempo e con le parole giuste, ha accettato di intraprendere il percorso. Anche la psichiatra \u00e8 rimasta sorpresa dalla velocit\u00e0 con cui ha accolto questa proposta. \u00c8 stata una <strong>mediazione molto ben riuscita<\/strong>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Un altro episodio l\u2019ho vissuto con un ragazzo curdo-iracheno ospite in una struttura. A causa dei suoi comportamenti era stato deciso il suo allontanamento e, quando gliel\u2019hanno comunicato, \u00e8 esploso dalla rabbia. Mi hanno chiamato per mediare. Sono bastate poche parole \u2014 dette con calma, con il tono giusto \u2014 perch\u00e9 si tranquillizzasse. In quei momenti <strong>non contano solo le parole, ma come le dici<\/strong>. \u00c8 un lavoro sulle emozioni, prima di tutto. Si \u00e8 seduto, si \u00e8 calmato e ha cambiato atteggiamento.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Bisogna porsi con apertura e sapere accogliere il lato umano e la fragilit\u00e0 legata alla psiche, alla memoria, al vissuto di chi \u00e8 in uno stato di fragilit\u00e0: <strong>non abbiamo vissuto la loro storia<\/strong>, non la conosciamo. Bisogna trattarli con delicatezza e pazienza per farli uscire da questo tunnel in cui si trovano. Come mediatori abbiamo la possibilit\u00e0 aiutarli a intraprendere questa strada verso la guarigione.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Maedeh Ziarati lavora per la Cooperativa ProgettAzione come mediatrice culturale ed \u00e8 attiva sul progetto SafeNet sia con un ruolo di supporto nelle relazioni con le persone con background migratorio sia come formatrice per gli operatori e le operatrici della rete.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":445,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[18,15,26],"tags":[],"class_list":["post-444","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-formazione","category-marginalita","category-prossimita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piccoloprincipe.org\/safenet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/444","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piccoloprincipe.org\/safenet\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piccoloprincipe.org\/safenet\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piccoloprincipe.org\/safenet\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piccoloprincipe.org\/safenet\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=444"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.piccoloprincipe.org\/safenet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/444\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":451,"href":"https:\/\/www.piccoloprincipe.org\/safenet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/444\/revisions\/451"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piccoloprincipe.org\/safenet\/wp-json\/wp\/v2\/media\/445"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piccoloprincipe.org\/safenet\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=444"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piccoloprincipe.org\/safenet\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=444"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piccoloprincipe.org\/safenet\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=444"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}