Un’occasione di festa e di ritrovo, dove abbiamo fatto riflessioni sulla situazione attuale della popolazione con problemi di fragilità degli ambiti di Grumello del Monte e del Basso Sebino.
Mercoledì 3 dicembre 2025 abbiamo inaugurato il Pit Stop di Cividino Quintano di Castelli Calepio, il nuovo spazio ad alta intensità relazionale del progetto SafeNet, promosso dalla Cooperativa Il Piccolo Principe con il sostegno di Regione Lombardia. Lo spazio nasce dall’ascolto dei bisogni dei cittadini e dalla collaborazione tra i volontari del CpaeC di Castelli Calepio, la parrocchia, le istituzioni e gli enti del Terzo Settore.
Durante la serata abbiamo parlato dei dati delle prese in carico da parte dei servizi, la fotografia attuale ci dice che le situazioni di marginalità sono in aumento in tutta la provincia, i bisogno dei territori sono molti e farsene carico è un dovere delle nostre comunità.
I dati infatti parlano di 46 persone per l’Ambito di Grumello del Monte tra il 2023 e il 2025, di cui il 69,6% uomini, il 63% persone di nazionalità italiana prevalentemente tra i 50 e i 65 anni (58,7%); per il Basso Sebino – Monte Bronzone sono 30 le persone prese in carico dall’équipe ATI nel triennio 2023 – 2025, di cui il 53% uomini con nazionalità prevalente italiana (il 47%), genere prevalente femminile (53%), con età compresa tra i 35 e i 49 anni (50%). L’équipe Mestieri ha 14 persone attualmente accompagnate dal Sil – Servizio per l’Inserimento Lavorativo – di cui 4 che sono arrivate all’assunzione. Per quanto riguarda il progetto SafeNet nel periodo di attività, da maggio 2024 a novembre 2025, i dati parlano di 9 persone intercettate per l’Ambito di Grumello e 7 per il Basso Sebino, con una maggioranza di popolazione maschile italiana tra i 35 e i 65 anni.
Gianantonio Farinotti, responsabile dell’Ufficio di Piano di Grumello del Monte, ha commentato questi numeri sottolineando proprio come “I dati presentati ci consentono di intravedere una realtà caratterizzata da storie personali, percorsi familiari che sperimentano le possibili fatiche legate al vivere – povertà materiali, relazionali, sociali – che richiedono l’attenzione dei servizi dedicati, chiamati a garantire sostegno e accompagnamento, per ascoltare le fragilità e contrastare il rischio della marginalità”.
L’appuntamento è infatti stato anche un’occasione per raccontare come istituzioni, enti del Terzo Settore e associazioni stiano mettendo in campo una rete che ha portato all’attivazione di servizi nuovi, come Safenet e il progetto Geografie Solidali, per accogliere e gestire le difficoltà delle persone.
La partecipazione all’iniziativa è stata importante, erano presenti circa 70 persone tra rappresentanti delle istituzioni, operatori e operatrici dei servizi, volontari e volontarie dei Pit Stop, i nostri utenti e la popolazione. Una partecipazione che ha dimostrato una forte presenza della comunità.







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